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Il diritto d'autore favorisce ed incentiva la creazione, proprio in quanto il lavoro viene retribuito e ricompensato. Per queste ragioni gli autori devono prestare la massima attenzione nel proteggere le proprie opere.

 

Nella tutela prevista dal diritto d’autore rientrano tutte le opere dell'ingegno aventi carattere creativo, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.
Le opere protette dalla legge sul diritto d’autore sono quelle appartenenti:

  • alla letteratura: opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche e religiose, sia in forma scritta che orale;
  • alla musica: opere e composizioni musicali, con o senza parole, opere drammatico-musicali e variazioni musicali purché costituiscano un'opera originale in sé;
  • alle arti figurative: opere di scultura, pittura, disegni, incisioni o appartenenti ad arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • all'architettura: i disegni e le opere dell'architettura, le opere del disegno industriale che presentino carattere creativo e valore artistico;
  • al teatro: opere coreografiche e pantomimiche;
  • alla cinematografia: opere cinematografiche, mute o con sonoro;
  • alla fotografia: le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia;
  • al software: i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma essi siano espressi, purché siano il risultato di una creazione intellettuale originale dell'autore. 
  • ai database: le banche dati, intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo. La tutela delle banche di dati non si estende al loro contenuto;
  • alle opere di disegno tecnico: le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico.

 

 

In linea generale la durata del diritto d'autore in Italia è di 70 anni dalla morte dell'autore, ma per determinati diritti tale durata può essere diversa. 

 
 
 

 

 

Il diritto nasce al momento della creazione dell'opera, che il codice civile italiano identifica in una «particolare espressione del lavoro intellettuale». 

Quindi è dall'atto creativo che, incondizionatamente, il diritto si origina.

L'autore ha la facoltà (positiva) di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo. Questa facoltà discende dal riconoscimento anche a livello costituzionale della libertà di iniziativa economica privata.

Ciò che il diritto d'autore riconosce al creatore di un'opera sono piuttosto una serie di facoltà esclusive (ovvero negative), per impedire a terzi di sfruttare economicamente la propria opera. La legge riconosce in particolare le seguenti facoltà esclusive:

  • pubblicazione
  • riproduzione
  • trascrizione
  • esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico
  • comunicazione al pubblico, ovvero diffusione tramite mezzi di diffusione a distanza (telegrafo, telefono, radiodiffusione, televisione e mezzi analoghi, tra cui il satellite, il cavo e la stessa Internet)
  • distribuzione
  • traduzione e/o elaborazione
  • vendita
  • noleggio e prestito.
 

L'utilizzo economico dell'opera protetta dal diritto d'autore può avvenire in ogni forma e modo.

In Italia i diritti patrimoniali durano tutta la vita dell'autore e fino a 70 anni dopo la morte di quest'ultimo.

I diritti di utilizzazione economica, a differenza dei diritti morali, possono essere trasferiti oppure, in taluni casi, degradati a diritti a compenso in caso di utilizzazione dell'opera da parte di terzi.

I diritti patrimoniali, detti anche diritti di utilizzazione economica, sono raggruppati in tre categorie:

  • diritti di riproduzione e distribuzione
  • diritti di comunicazione al pubblico
  • diritti di traduzione ed elaborazione.

Tutti i diritti esclusivi appartenenti a queste categorie sono indipendenti tra loro: l'esercizio di uno non esclude l'esercizio dell'altro.